Il Vangelo di Pasolini compie 50 anni.

Un anniversario celebrato con la benedizione vaticana: “Forse la migliore opera su Gesù nella storia del cinema”. Quel Gesù era un giovanissimo studente spagnolo, Enrique Irazoqui, divenuto inaspettatamente il volto simbolo del film che Pier Paolo Pasolini diresse nel 1964.

Set_Il_Vangelo_secondo_Matteo_foto_Angelo_Novi_04E per festeggiare i 50 anni dalla realizzazione del Vangelo secondo Matteo, Enrique Irazoqui sarà ospite della Cineteca di Bologna sabato 4 ottobre: l’attore incontrerà il pubblico del Cinema Lumière alle ore 21.30, assieme a Roberto Chiesi, responsabile dell’Archivio Pasolini della Cineteca di Bologna, prima della proiezione del film.

Sabato 4 ottobre, ore 21.30, Cinema Lumière (Piazzetta Pasolini, 2/b)
IL VANGELO SECONDO MATTEO (1964) di Pier Paolo Pasolini
“La mia lettura del Vangelo non poteva che essere la lettura di un marxista, ma contemporaneamente serpeggiava in me il fascino dell’irrazionale, del divino, che domina tutto il Vangelo. Io come marxista non posso spiegarlo e non può spiegarlo nemmeno il marxismo. Fino a un certo limite della coscienza, anzi in tutta coscienza, è un’opera marxista: non potevo girare delle scene senza che ci fosse un momento di sincerità, intesa come attualità. Infatti, i soldati di Erode come potevo farli? Potevo farli con i baffoni, i denti digrignanti, vestiti di stracci, come i cori dell’opera? No, non li potevo fare così. Li ho vestiti un po’ da fascisti e li ho immaginati come delle squadracce fasciste o come i fascisti che uccidevano i bambini slavi buttandoli in aria”. (Pier Paolo Pasolini).

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