Va come un treno, ma è un cane.

DSC07200Da giovedì 15 gennaio, arriva al cinema in 200 copie, distribuito da Notorious Pictures, “Italo”, il film di Alessia Scarso con Marco Bocci, Elena Radonicich, Barbara Tabita, Vincenzo Lauretta, Martina Antoci, Matteo Korreshi, Lucia Sardo, Andrea Tidona, Marcello Perracchio, Tuccio Musumeci, Tomak (il cane) e la voce narrante di Leo Gullotta.

Marco Bocci dice di essere stato “Beato tra le donne” durante le riprese del film, poiché la maggior parte del cast è composta da professionisti di sesso femminile; dalla regista alla sua prima esperienza di lungometraggi, Alessia Scarso, alla produttrice Roberta Trovato, la sceneggiatrice Coralla Ciccolini, il direttore della fotografia Daria D’Antonio (nota per il film di Paolo Sorrentino, La Grande Bellezza) e la costumista Fiorenza Cipollone.DSC07205 Unico ‘antagonista’ maschio il cane Tomak, un simpatico meticcio color miele “di indole anarchica e animo nobile che si fa apprezzare per la sua umanità”, dice il suo addestratore Massimo Perla.

DSC07230Tratto da un’incredibile storia vera, “Italo”, racconta la vita di un cane straordinario, al punto di meritarsi la cittadinanza onoraria di Scicli, il paese in cui ha vissuto. Protagonisti, accanto a Italo, sono tre bambini e tre adulti, sullo sfondo di una Sicilia piena di colore e tradizioni. Una commedia romantica ma che tocca temi importanti quali l’amicizia, il pregiudizio e l’amore incondizionato. Marco Bocci, l’eroe di Squadra Antimafia nel suo primo ruolo da protagonista sul grande schermo, è Antonio Blanco il sindaco del paese, vedovo e padre di un ragazzino. Barbara Tabita veste i panni di Luisa Nigro, l’esuberante consigliere comunale, candidata a sindaco e rivale di Antonio Blanco. Elena Radonicich è Laura, la giovane e bella insegnante del paese. Emigrata in Sicilia dal nord, con una personalità forte e trascinante. Accanto a loro tre ragazzini e, sullo sfondo, un intero paese, abitato da personaggi buffi e pittoreschi. L’arrivo di Italo sconvolgerà gli equilibri prestabiliti e porterà buonumore e vitalità.

it_r2_00194969_ok“Questo film non è una favola – assicura Marco Bocci – ma un fatto di cronaca, realmente accaduto in Sicilia”. Conferma la regista Alessia Scarso, “Il 15 marzo 2009, nelle campagne di Scicli, in provincia di Ragusa, un branco di cani randagi ha attaccato un bambino, uccidendolo. Nella stessa città e nello stesso periodo arriva un randagio che conquista l’affetto dell’intera comunità fino a diventarne beniamino. Da questi due fatti di cronaca, e dal mio incontro con lui, Italo, compagno di un pomeriggio d’estate, prende spunto il film. Italo è stato un cane singolare realmente esistito, che andava a Messa e guidava i turisti. Stranamente al suo arrivo la psicosi da randagio cominciò ad affievolirsi, e lui non incuteva certo paura. Scelse la via Mormina Penna, a Scicli, patrimonio Unesco dal 2002, come sua nuova dimora perché lì fu sicuro di poter mangiare, davanti ai locali ristorativi. E iniziò a frequentare messa, nella chiesa di San Giovanni in piazza. Il parroco si arrabbiò: può un cane entrare in chiesa? E mise fuori un cartello: “È vietato ai cani entrare”. Italo finse di essere analfabeta e andò a messa ugualmente. Passò qualche tempo e imparò i tour delle visite guidate. Iniziò a precedere i turisti, a instradarli. Il cane entrò definitivamente nell’immaginario popolare in occasione del funerale di un giovane morto in un incidente stradale. La notte precedente il funerale fece la veglia davanti alla chiesa e il giorno dopo tra lo stupore di tutti, aprì il corteo funebre davanti alla bara”.

italo_it_r1_00105145“Italo – conclude Alessia Scarso – non apparterrà mai a nessuno. Italo è un dono, il cane di tutti e di nessuno, e amatissimo andrà via lasciando un insegnamento che sarà più forte della sua presenza”.

“Come sarebbe stato possibile – ha affermato Marco Bocci – non accettare di interpretare un film con un cane che ha addirittura un suo ufficio stampa?”. Secondo l’attore lanciato dalla serie tv Romanzo Criminale, la parte più difficile è stata quella di non entrare in empatia con Tomak: “una delle leggi più ferree – afferma Bocci – è quella di ignorare il cane con cui si recita, altrimenti cerca le tue carezze e la scena non si può realizzare”.

“Italo” fotografa un’immagine della Sicilia che si misura con l’accoglienza da un punto di vista inedito. È la storia di un paese ferito che riesce, superati pregiudizi e diffidenze iniziali, a ricevere l’altro. Anche se lo straniero in questo caso è un randagio amabile e benevolo. Sullo sfondo della storia di Italo, si muovono gli altri personaggi, gli abitanti del paese. Personalità che caratterizzano fortemente la piccola comunità in cui la storia si sviluppa, come il sindaco, la maestra, l’assessore, le comari, i vecchietti che trascorrono le giornate in piazza su una panchina, personaggi estrapolati dalla schietta quotidianità che, con le loro peculiarità, danno pennellate di colore e autenticità alla storia.

La Sicilia viene spesso raccontata come reticente, questo film vuole mostrare la genuinità di questa terra, l’arguta autenticità dei suoi abitanti, alleggerendo con umorismo le sue apparenti contraddizioni, tutto sospeso “un palmo sopra la realtà, uno sotto la fantasia”.

Una curiosità: una nobildonna spese 2mila euro per far realizzare la statuina del presepe in cui a Natale Italo ha fatto la sua apparizione. Accanto al bue, all’asinello, al bambin Gesù. Fantasie? Tutto documentato, fotografato, filmato.
Italo è venuto a mancare il 31 gennaio 2011, lasciando un vuoto in tutto il paese di Scicli.

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