L’amore e la vita secondo Chagall.

chagall-love-life-marzo-20151-698x298Dalle radici nella nativa cittadina russa di Vitebsk, descritta con amore nostalgico nelle illustrazioni per l’autobiografia Ma vie (My Life), all’incontro con l’amata moglie Bella Rosenfeld, della quale illustrò i libri Burning Lights e First Encounter, pubblicati dopo la morte prematura dell’amata, fino ai caldi paesaggi della Provenza novecentesca: l’intera vita di Marc Chagall è racchiusa nella mostra Chagall. Love and Life allestita a Roma, negli spazi del Chiostro del Bramante, fino al 26 luglio.

Per la prima volta in Italia, sarà possibile vedere 140 lavori di uno degli artisti più amati del Novecento, il cui linguaggio è così universale da essere amato da tutti e da tutti riconosciuto e che, tra gli artisti del secolo scorso, è rimasto fedele a se stesso pur attraversando guerre, catastrofi, rivoluzioni politiche e tecnologiche.
La rassegna, che presenta i lavori provenienti dalla collezione dell’Israel Museum di Gerusalemme, si concentra, salvo qualche eccezione, sull’attività di illustratore editoriale di Chagall, evidenziando il rapporto tra la sua arte e la letteratura, la parola, il contenuto. L’esposizione (prodotta da Dart Chiostro del Bramante e Arthemisia Group, in collaborazione con l’Israel Museum e con il patrocinio di Roma Capitale) ha già avuto diverse edizioni e, dopo Roma, andrà a Pechino.

Marc Chagall Over Vitebsk, n.d. Pencil, India ink, gouache, watercolor, graphite, and crayon on cardboard, 515 x 643  The Anna Salzmann collection, Paris A gift to the State of Israel On permanent loan to The Israel Museum, Jerusalem, from the Administrator General of the State of Israel L-B04.052 Coll. IMJ“La si può definire una mostra itinerante – spiega la vicedirettrice dell’Israel Museum Tania Coen – anche se tra una esposizione e l’altra deve passare un po’ di tempo, vista l’intrinseca fragilità di questi lavori su carta”.
La selezione (che resta sempre la stessa) è stata realizzata dal curatore Ronit Sorek, per celebrare i 50 anni del museo che custodisce opere d’arte che attraversano la cultura ebraica dalla preistoria al contemporaneo. Fu proprio Chagall a donare all’istituzione museale un primo nucleo di lavori, implementato in seguito per volontà della figlia.
“La rassegna – prosegue la Coen – offre una visione diversa da quella dello Chagall policromatico dei celebri dipinti, è una visione più intima, capace di dare maggior spazio alla sua umanità, alla sua comprensione dell’amore che da individuale si fa mano a mano ideale”.

Marc Chagall The Lovers, 1954-55 India ink, wash, and watercolor, 530 x 470  Gift of  Jan Mitchell, New York Through the America-Israel Cultural Foundation B69.192 Coll. IMJ“Il suo percorso artistico è leggendario”, per citare Norbert Lynton – come proposto nel catalogo della mostra, edito da Skira – e la varietà dei temi presenti nella sua opera è più ricca di quella di gran parte dei suoi contemporanei. Chagall si è espresso attraverso molti media: pittura, scultura, disegno, incisione, mosaico, arazzo e scenografia. E ancora, ha manifestato eccellenti doti espressive negli scritti, nelle poesie e nella mole di discorsi e interviste che ha rilasciato nel corso della sua vita. Sono quindi moltissime le angolazioni dalle quali possiamo oggi accostarci alla sua opera ed esporla in una retrospettiva.
Attraverso disegni, olii, gouache, litografie, acqueforti e acquerelli, la mostra racconta la sua poetica influenzata dal grande amore per la moglie Bella e dal dolore per la sua morte prematura avvenuta nel 1944, ripercorrendo la sua vita e la sua arte che fu commistione delle maggiori tradizioni occidentali europee, dall’originaria cultura ebraica a quella russa, all’incontro con la pittura francese delle avanguardie.

Marc Chagall Pair of Lovers and Flowers Color lithograph, 1949, 555 x 410  Gift of  Ida Chagall, Paris M408-5-51Le 8 sezioni tematiche della mostra disegnano una mappa artistica e spirituale complessa e caleidoscopica che sta a fondamento del profilo apolide dell’artista; l’originalissima lingua poetica di Chagall nasce infatti dall’assimilazione delle tre culture cui appartiene: la cultura ebraica (dalla cui tradizione visiva dei manoscritti ornati egli trae gli elementi espressivi, non prospettici a volte mistici della sua opera); la cultura russa (cui attinge sia attraverso le immagini popolari dei luboki che attraverso quelle religiose delle icone); la cultura occidentale (in cui assimila grandi pittori della tradizione, da Rembrandt agli artisti delle avanguardie che frequenta con assiduità). Ma l’opera di Chagall è anche altro, perché la sua meraviglia di fronte alla natura, il suo stupore di fronte alle creature viventi conferisce quell’arcaicità quasi medievale alla sua poetica novecentesca. Un’intera sezione è dedicata alle illustrazioni della Bibbia con temi che esercitarono sempre un grande fascino su di lui e che rivelano un’interpretazione straordinariamente “umanista” delle Scritture come il ciclo d’incontri storici tra l’uomo e Dio, interpretazione dell’Antico Testamento.

Oltre alla varietà di temi molto più ampia rispetto alla maggior parte dei suoi contemporanei, molti erano i campi nei quali Chagall esprimeva la sua arte quali la pittura, la scultura, il mosaico, la scenografia, la scrittura e l’incisione: quest’ultima è ampiamente approfondita nel percorso espositivo che mostra le peculiarità delle opere eseguite con le diverse tecniche litografiche e di incisione. Nella terza sala una gigantografia riproduce anche l’ambiente della celebre stamperia Mourlot di Parigi con i suoi antichi torchi dove lavorava Chagall, stamperia frequentata anche da Picasso, Matisse, Braque e Giacometti. La rassegna mette in luce anche il rapporto esistente nell’opera di Chagall tra arte e letteratura, tra linguaggio e contenuto.

Marc ChagallThe Promenade, 1919 Gouache, India ink, watercolor, and pencil on paper, 320 x 230 The Israel Museum, JerusalemB71.179Coll. IMJI lavori esposti riflettono l’identità poliedrica dell’artista, che è al tempo stesso l’ebreo di Vitebsk (in mostra Sopra Vitebsk), autore e illustratore che correda di immagini i libri dell’amata sposa, artista che illustra la Bibbia (in mostra L’angelo caduto, gouache del 1924), originale pittore moderno che attraverso l’iconografia cristiana piange la sorte toccata al popolo ebraico (in mostra la Crocifissione, gouache del 1944), profondo conoscitore di Le Anime morte dello scrittore russo Nikolaj Gogol (in mostra il frontespizio eseguito da Chagall e 15 delle 96 tavole – acqueforti – del 1948) e francese di adozione che disegnò le illustrazioni delle favole di La Fontaine anch’esse in mostra (18 tavole tra acquerelli, acqueforti e gouache).

Probabilmente Chagall è famoso soprattutto per le sue rappresentazioni di innamorati. Non c’è dubbio che il suo interesse per questo tema sia nato dal suo grande amore per Bella, la prima moglie. Dal momento in cui si conobbero, Bella divenne il soggetto preferito nonché la più grande fonte di ispirazione dell’artista. Chagall celebra l’amore come dono divino (in mostra Gli amanti, olio del 1937, Coppia di amanti e fiori, litografia del 1949, Coppia di amanti con gallo, litografia del 1951, Gli amanti, gouache del 1954-55) e ritrae la famiglia, gli amici (in mostra Ritratto del Dottor I.A. Eliashev e quello di Ala Eliashev, entrambi grafite su carta del 1919) e se stesso (in mostra Autoritratto con sorriso e Autoritratto con smorfia, entrambi acquaforte del 1924-25) dimostrando di essere un maestro della linea e della superficie oltre che un eccellente colorista.

Marc ChagallPair of Lovers with CockColor lithograph, 1951, 748 x 530 Gift of Ida Chagall, Paris51-5-409 Coll. IMJDegna di nota la scenografia. L’ambiente espositivo pone una particolare attenzione all’allestimento scenico delle sale e una forte considerazione della comunicazione ai visitatori dei contenuti durante il percorso di mostra. In una sala la proiezione di quattro opere che prendono forma e si completano sulla parete permette al visitatore di osservare le fasi di composizione di un’opera di Chagall, come se il quadro stesse materializzandosi proprio in quel momento. Un sottofondo sonoro rende multisensoriale l’intera esperienza percettiva. Inoltre, affinché tutti possano entrare a pieno nel mondo di questo grande del Novecento, ci si potrà immergere in un quadro dell’artista e comporre con dei magneti mobili su uno sfondo “classico” di un’opera di Chagall il “proprio Chagall”, all’interno della quale poi immortalarsi con uno scatto fotografico. E per “immedesimarsi” nella sua appassionante poetica, nell’ultima sala vi è la proiezione a parete di una delle sue opere più importanti La passeggiata (di cui in mostra è presente una gouache del 1919) che invita il visitatore a immergersi nell’atmosfera del dipinto e a immortalare il proprio viso al posto di quello degli amanti, per portare con se un ricordo personale della visita alla mostra e del grande amore di Marc e Bella, dei quali proprio quest’anno cade il centenario del matrimonio.

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