Quando la vita ti da una seconda chance.

L’abilità con cui è costruito l’ultimo film di Susanne Bier, presentato al Torino Film Festival 2014 e distribuito in sala da Teodora Film dal 2 aprile, ha dell’incredibile. Trattato in maniera leggermente differente, il concept di Second Chance avrebbe potuto dar vita a uno di quei brutti thriller americani in cui a fare da protagonista è il grande attore di un tempo ormai decaduto, cose del tipo “un film con Kevin Costner” o “un film con Richard Gere”. Susanne BierInvece Second Chance, scritto, oltre che diretto, dalla Bier insieme ad Andres Thomas Jensen, ha un fascino particolare, tutto europeo, che riesce a trascinare lo spettatore nella storia e lo tiene incollato allo schermo.

La trama ci racconta la tragica vicenda di Andreas, un poliziotto di una piccola città danese che perde il figlio neonato in un fatale incidente notturno che fa pensare a un autosoffocamento del bambino. Sua moglie è disperata, lui non è lucido, così decide di non chiamare soccorsi ma fare una scelta ben poco ponderata. L’uomo si intrufola nell’appartamento di due tossici in cui aveva fatto una retata il giorno prima e sostituisce il loro neonato con il cadaverino di suo figlio. La sua azione è a fin di bene, perché quel bambino, trovato piangente nelle sue stesse feci, non avrebbe di certo avuto una vita felice, ma le conseguenze della sua azione avranno ripercussioni pesanti sulla sua vita e su quella di chi lo circonda.

Nikolaj-Coster-Waldau-A-second-chance-movie-image“Second Chance racconta quello che accade quando delle persone vulnerabili sono costrette ad affrontare delle circostanze al di là del loro controllo – dichiara la regista -. Racconta che non siamo immuni al caos come crediamo e che coloro che ci sono più vicini nascondono segreti inconfessabili. Ma molte domande del film vanno al di là della dimensione personale: abbiamo cercato di esplorare le fondamenta morali della nostra società, per spingere il pubblico a riflettere sui propri valori etici e a dar loro peso contro l’urgenza delle necessità pratiche”.

L’assunto da cui parte Second Chance potrebbe facilmente essere letto in un’ottica quasi da B-movie, ma saggiamente decide di viaggiare sul doppio binario del film di genere e del dramma intimista. Un thriller per lo più interiore, dove a contare sono tanto le circostanze che si innescano dalle azioni del protagonista, quanto il tragico susseguirsi emotivo che travolge Andreas e sua moglie, ma anche i genitori (anzi, la genitrice) del bambino oggetto di scambio. Perché se c’è un messaggio – forse anche banale – che Second Chance vuole trasmettere è che non bisogna mai fermarsi alla prima apparenza e che il giudizio sulle persone può essere pesantemente falsato dal contesto.

Nikolaj Coster-WaldauTralasciando quasi completamente l’azione e incentrandosi su un ritmo che si fa avvincente grazie agli eventi e ai colpi di scena, il film della Bier conta su un cast molto valido che offre delle interpretazioni davvero intense. Ovviamente, a far il ruolo del leone è il protagonista Nikolaj Coster-Waldau, che ha trovato celebrità per il ruolo dell’incestuoso “Sterminatore di Re” Jaime Lannister nella popolare serie HBO Il Trono di Spade, e che qui deve mostrare una grande capacità nel rendere credibile un poliziotto che si mette nei guai quasi inconsapevolmente e, allo stesso tempo, un padre smarrito che si trova a far finta di nulla sull’identità del proprio bambino. Ma di grande intensità risulta anche la svedese Maria Bonnevie, che diversi anni fa abbiamo visto in un ruolo di rilievo in Il 13° Guerriero, che qui interpreta la sofferente moglie del protagonista.

Nikolaj-Coster-Waldau ASCSecond Chance è un film che non lascia indifferenti, sicuramente il più riuscito compromesso della vincitrice del premio Oscar Susanne Bier tra film d’intrattenimento e sguardo autoriale, a cui si può rimproverare giusto la scelta dell’ultima scena, perché se tutto fosse terminato poco prima, il finale sarebbe stato ben più pregnante e meno rassicurante, pur non cambiando minimamente di significato.

Roberto Giacomelli

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