Sicario, gli eroi non hanno le mani pulite.

S_D028_11555.NEFLa frastagliata linea di confine tra Stati Uniti e Messico è lo spartiacque tra droga, terrorismo, immigrazione illegale, corruzione e un incremento tale del crimine che terrorizza e inquieta la gente che vive sui due versanti di quella zona. ‘Sicario’, al cinema dal 24 settembre, racconta il percorso di un’operazione di intelligence che va oltre le regole per combattere chi non ne ha alcuna.

Sicario è un ritratto dall’interno della guerra contro il traffico di droga e solleva una quantità di domande difficili e offre risposte ancora più difficili da accettare, ma nello stesso tempo dimostra la forza dell’umanità e delle emozioni in un mondo in cui l’unica legge è restare vivi per combattere ancora un altro giorno. Bisogna combattere i cattivi con altri cattivi per raggiungere un obiettivo? O è più importante rispettare la legge?

Quando Kate Macer (Emily Blunt), agente dell’FBI in Arizona e capo del gruppo anti-sequestri, scopre una casa della morte del cartello messicano, lo shock le lascia pesanti conseguenze sia a livello personale che professionale. Kate viene chiamata a partecipare a una missione sotto copertura da un misterioso operativo colombiano conosciuto solo come Alejandro (Benicio Del Toro), insieme all’agente speciale Matt Graver (Josh Brolin). Anche se Kate cerca di convincersi che sta cercando solo di far giustizia, si ritrova nel cuore nero di una guerra segreta che coinvolge cartelli spietati, assassini folli, spie americane e migliaia di innocenti.

Il cuore di Sicario è il personaggio più imprevedibile del film: Alejandro, un tempo coraggioso pubblico ministero in lutto per lo sterminio della sua famiglia, ora premuroso difensore di Kate e sicario anche lui, pronto a tutto per schiacciare i cartelli che gli hanno distrutto la vita.

Il regista Denis Villeneuve ha realizzato un thriller coinvolgente che si addentra nel groviglio di intrighi, corruzione e degrado morale della guerra che il traffico di droga ha scatenato lungo il confine.

“Sicario – afferma Denis Villeneuve – offre una visione forte delle operazioni clandestine e dei cartelli messicani. Ma è anche una storia sull’America, sull’idealismo e il realismo che entrano in rotta di collisione quando si affrontano i problemi di altri paesi”.

“È un film che parla di scelte”, aggiunge il protagonista Benicio Del Toro, che interpreta uno dei suoi ruoli più conflittuali, quello di Alejandro, un sicario sensibile e vendicativo. “È difficile dire se il personaggio di Sicario è buono o cattivo. Il fine giustifica i mezzi? Cosa succede quando ti trovi nella situazione in cui vuoi eliminare una persona e uccidi 20 innocenti? Hai eliminato il cattivo, ma a quale prezzo?”.

“Kate è attratta da questo mondo”, dice Emily Blunt, che tiene tutti con il fiato sospeso con il suo ritratto di donna forte la cui vita è a rischio in ogni momento del film. “Si rende conto che sta appena grattando la superficie, seguendo alla lettera le regole e ora vuole credere di poter fare qualcosa che farà la differenza. E l’idea di non seguire più le regole mette sotto sopra tutto il suo mondo. Niente ha più senso”.

Josh Brolin è stato attirato dal sottotesto del film, dalle grandi domande sulla supremazia dei valori, della sicurezza, e se contrastare la criminalità con comportamenti fuorilegge avvelena irrimediabilmente gli animi. “Questo film è un mystery che ti afferra, è un puzzle emozionante e ricco di suspense”, dice l’attore.

S_D027_07185.NEFDenis Villeneuve aveva già esplorato territori in cui azione, interrogativi morali e bisogni umani si intrecciano con film come Prisoners – con Hugh Jackman e Jake Gyllenhaal, la storia di un padre disperato alla ricerca del figlio rapito – e La donna che canta – candidato agli Academy Award su due gemelli mediorientali che scavano nel loro misterioso passato. Prossimamente Villeneuve affronterà una delle sfide più grandi di Hollywood: il tanto atteso sequel di Blade Runner.
Nessuno aveva dubbi, quindi, sul fatto che fosse il regista perfetto per Sicario – la sua tensione emotiva, l’intensità dell’azione e la complessità morale. “Denis ha un tocco elegante e personalissimo che mette in rilievo l’azione”, dice il produttore Basil Iwanyk. “Ma possiede anche una incredibile abilità nel ritrarre il lato oscuro dei suoi personaggi, anche di quelli positivi”.

SICARIO Day 16 S_D16_04262.NEFVilleneuve lascia fuori ogni intento giudicatorio, permettendo al pubblico di decidere se i metodi usati dal team di agenti sotto copertura alla fine valgano la pena. “Ho sempre pensato che il mondo è grigio, non bianco e nero, e che la nozione di bene e male sia orientata dal retroterra culturale e geopolitico di ciascuno”, riflette il regista. “C’è una soluzione alla continua crescita del traffico di droga? Sicario solleva molte domande, ma lascia le risposte aperte”.

Nel Messico settentrionale, il concetto di bene e di male è vago, indistinto – e forse nessuno, neppure una persona eticamente corretta come Kate Macer, può uscirne senza che la sua anima ne soffra. Villeneuve sottolinea che combattere il terrore con il terrore sembra portare a una situazione senza uscita.

S_D038_09911.NEF“Sicario parla anche di un’illusione: la vecchia idea secondo la quale il Nord America sarà capace di risolvere i problemi più gravi del mondo in modo efficace e invisibile. Un tempo era un pensiero confortante, ma il mondo sembra essere diventato sempre più complicato”, dice il regista. Poi continua: “Abbiamo bisogno di supereroi. Comunque, nella realtà odierna, in genere gli eroi non hanno le mani pulite. Gli eroi sono in contatto con le scelte morali più difficili, scelte che dobbiamo fare quando affrontiamo il male. Le scelte morali di Sicario mi affascinano. Fino a dove dobbiamo arrivare per fermare i cartelli della droga? Possiamo fermare i cartelli senza diventare come loro?”.

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