“Il passaggio segreto” di Cosetta Lomele.

A Roma, “Il passaggio segreto”, mostra personale di Cosetta Lomele, presso la Biblioteca Nelson Mandela fino a venerdì 5 febbraio.

2 cosetta“Il passaggio segreto”…. Perché questo titolo? E questo mix di poesia, profumi, musica, foto…

“Sto portando in giro una mostra “foto-poetica” , fatta appunto, di immagini , poesie e racconti, il cui titolo è “ Il Passaggio Segreto – conversazioni con il mondo vivente”
Le immagini, a cui non riesco a dare ancora una definizione , sono prese guardando fra i tronchi di alberi anche quelli “cittadini”, sbirciando fra le rocce del mare o delle montagne, fra lo scorrere delle acque dei ruscelli e nei riflessi dei laghi, etc… I testi sono di vario tipo : poesie di autori celebri, poesie che ho scritto io, haiku di un’amica, racconti e leggende, citazioni di fisici . Questi testi ho voluto che fossero la possibilità di far parlare le immagini , di far “dire loro” sia chi sono , sia di creare una conversazione personale con il “guardante” ponendo a lui dei quesiti e domande a cui il “guardante /ascoltatore/interlocutore “per rispondere, deve usare lo sguardo, la mente e il cuore in modo diverso dall’usuale. Attraverso l’inaugurazione, “ conversazione”, appunto, ho cercato di renderla anche collettiva creando “La Cantastoria” : una composizione di alcune poesie, haiku e leggende ( Aborigena australiana e Inuit) , ovviamente presenti in mostra, che vengono narrate da me e da Maria Teresa De Carolis e accompagnate da canti della tradizione etnica orale polifonica del mondo , cantati dal Coro Zenzerei.

McLuhan dice che il messaggio è il media stesso (radio tv scritto etc), e che l’arte è il media dell’essere: a chi è rivolto il suo messaggio? come nasce?

Questa mostra è rivolta a tutti,“ senza distinzione di sesso, età, razza o religione”, compresi i bambini. Nasce da vari desideri e oserei dire necessità. In primis , come ha descritto così efficacemente Etain Addey nella sua presentazione, nasce da quel mio forte sentire “simile alla mia pelle, le superfici del mondo: il granito, la corteccia, il muschio, il fango, i quali sono soggetti all’impatto degli stessi venti, degli stessi scrosci d’acqua, dello stesso bruciare del sole, del nostro, del mio corpo umano”. Nasce da quel senso di appartenenza e di fusione con il mondo naturale , generato in me inizialmente da un bisogno estremo di essere sorretta e accompagnata in momenti estremamente duri e di solitudine della mia vita. Mie emozioni , sentimenti e fatiche che poi sono sgorgati in gratitudine e nella consapevolezza di essere io, noi, Natura. Non andiamo nella natura , non guardiamo la natura, non ammiriamo la natura: siamo Natura, tutti. Da qui il desiderio di condividere e far conoscere agli altri , a chi vuole, una possibilità di benessere autentico, profondo, rigenerante, e… gratuito. Parlare della bellezza del mondo , immergersi nella sua meraviglia , fascino e incanto , ci fa bene. E non servono studi approfonditi per saperlo . lo sentiamo subito. E stare nella bellezza del mondo ci mette automaticamente in contatto con la nostra autentica bellezza  E’ come una piccola semplice fluida equazione. Sempre Etain mi ha scritto una piccola bella storia su questo: “Mi ricordo sempre il racconto di un amico del poeta inglese Keats, che al momento della malattia abitava a Piazza di Spagna a Roma. Questo amico è andato a trovare Keats e si preoccupava perché non sapeva di cosa parlare con una persona che stava morendo. Dopo ha detto che Keats voleva solo sentir parlare della bellezza del mondo e così hanno parlato di questo”. Ma il Mondo e la sua bellezza non è solo quello che ci appare al nostro collaudato e condizionato flusso percettivo , c’è il mondo invisibile che va dal religioso, spirituale,mitico, magico, al fisico -quantistico, frattalico-matematico, astronomico, etc…  quindi un altro “premito” è stato quello di volere creare una occasione per invitare le persone a una sorta di “strambo viaggio trasversale”, utilizzando queste immagini per scorrazzare nel tempo e nello spazio del mondo visibile e invisibile; fra i ricordi della propria storia e i ricordi della storia e della cultura di tutti, con la possibilità sia di considerare (forse) il mondo invisibile come reale e fonte di benessere in toto , ed è per questo sono presenti in questa mostra delle citazioni di famosi fisici e matematici . Le storie poetiche,leggendarie, mitiche come mi ha scritto un amico narratore francese , permettono di creare il legame tra l’invisibile e il visibile. Nutrono questo legame nei nostri cuori e nutrono l’umanità.
E i cantastorie sono coloro che hanno conservato queste “memorie vitali” della Terra e quindi dell’uomo, trasformandole in immagini parole e suoni , e come l’arca di Noè, le stanno trasportando attraverso frontiere, guerre, malattie e carestie del corpo e dell’anima.

1 cosettaVa molto di moda la parola “olistico”: se vai in palestra paradossalmente i personal sono diventati motivatori che uniscono mente corpo anima tu fai entrare nella natura. Puoi spiegare questo concetto: energia madre della terra?

Olistico come sappiamo viene da Olos che vuol dire tutto / intero. Ma per l’uomo di oggi questo tutto forse è riferito solo a se stesso e pure abbastanza malamente? L’umanità è sempre più spinta verso la sempre più facile e sempre più veloce connessione fra se stessa – internet, face book, mezzi di trasporto e voli low cost, eventi cultural-social-artistico-sportivi ecc . Eppure sembra che con tutta questa abbondanza di amici, di cibo, di distrazioni , viaggi e piaceri , siamo sempre più stressati, malati di ansia, in perenne stato d’allarme e forse un tantino soli . Forse tutto ciò non basta a creare quel senso di soddisfazione e benessere che dura, che non viene portato via da una ruga o da una notizia sul telegiornale, o da un voto un po’ basso di nostro figlio… La mia sensazione è che forse siamo scollegati , disconnessi dal senso autentico delle cose , dal senso che ha per il nostro corpo, per esempio ,le gambe, che servono per camminare.. ma andiamo sempre in macchina anche per 10 metri. O dal senso che hanno i denti , la lingua , le labbra , che servono per mordere , masticare , sputare… ma ora mangiamo , apprezziamo e compriamo solo cose morbide, frutta senza semi, pesci senza spine… Scollegati dal senso che i cicli stagionali hanno, per esempio nel cibo, in quel sapere che un pomodoro o un peperone per loro natura non nascono tutto l’anno. Non basta a mio avviso pensare che corpo, mente e anima siano uniti, ( anche se è un primo passo) per star bene, occorre dare modo a questo corpo, a questa mente e a questa anima di sentirsi un tutt’uno, collegati l’uno all’altro . Ma come? Forse cercando e scoprendo quella parte profonda di noi che viene chiamata selvatica , che è quella che per tanti …mila anni ha avuto in noi una esistenza riconosciuta e piena di valore , fondamentale per la sopravvivenza felice, ma che ora, sembra, vogliamo farla estinguere , come le specie a rischio. E poi occorre praticare questa unione , e non solo con noi stessi, altrimenti non siamo ; ma pensando ad una rete di relazioni concrete, fisicamente tangibili , fra noi esseri umani, e…non solo. Da soli noi non esistiamo, nessun elemento o essere vive o esiste da solo, ma deve la sua esistenza a una rete di relazioni a cui sente di appartenere. E noi apparteniamo non solo alla nostra specie, ma, come tutti gli altri esseri, al mondo. Apparteniamo anche a una comunità non solo umana di cui siamo , appunto, solo una piccola parte , un piccolo elemento di questo tutto . E questa comunità appartiene ad un Luogo. Per noi è quel sentire le radici del luogo di dove nasciamo , cresciamo, e dove poi decidiamo di stare. Siamo una parte di quel Luogo. Quel luogo dove esiste e ne è il protettore il Genius Loci… o il Santo.. o la Madonna della… E’ così che il Luogo diventa la possibilità concreta di sperimentare e vivere la ricchissima rete di relazioni e il senso di appartenenza a una comunità non umana più ampia ,dove tutti gli elementi hanno un valore paritario per la esistenza felice di questo intero. E’ così che l’olos, questo tutto e intero , può farci bene. Siamo dentro, e non siamo soli in questo dentro. Nella mia esperienza, è in questo modo che può svilupparsi quel senso di soddisfazione, di pienezza e di un po’ di calma, ma anche di energia vitale . E , che se anche ci appare come una piccola briciola in una giornata “a valanga”, può sostentarci fino a sera, quando torniamo… alla tana. Questa è la visione Bioregionale ( e non solo per fortuna) , una visione appartenente alla ecologia profonda che mi ha aiutato ad ampliare i miei punti di riferimento; a nutrirmi sentendomi appartenente a qualcosa di autentico; a non sentirmi sola, e a cercare , anche nelle immagini che mi appaiono mentre vago nei boschi , nelle storie e poesie, “un passaggio segreto” da aprire ad altri.

cosetta 3Donna dalle mille risorse/scoperte/magie, alla Biblioteca Mandela presenterai dei laboratori per bambini con “espressione corporea teatrale improvvisazione”. Cioè?

Io faccio la logopedista da 32 anni perché volevo stare con i bambini e aiutarli a giocare , a divertirsi, a ridere , e a essere in questa leggerezza consapevoli e non colpevoli. Ho sempre pensato che questa era la strada per aiutarli a risolvere / migliorare / compensare / sostenere sia le difficoltà , sia i grandi blocchi o disturbi . Penso che il bambino come tutti i cuccioli ,aldilà dei suoi limiti piccoli o grandi ,superabili o insuperabili , è gioco, è giocare insieme, è creare, è trasformare il solito in insolito, è avventura, è pura e schietta Natura. Questi non sono solo strumenti per… , ma è lui stesso. Per cui ho cercato una chiave di accesso per arrivare veramente a loro. Anche qui ho cercato un passaggio segreto. Quello che ho trovato è stato, come dice la poetessa australiana Mary Olivier nella poesia Oche Selvatiche , lasciare che : “il soffice animale del loro corpo amare quello che amano”. E quindi essere io ad andare verso loro e non viceversa, offrirgli possibilità di scegliere, di giocare e “luoghi “ dove poter praticare l’arte, l’arte di diventare altro da se ; di inventare e costruire un mondo dove essere chi vuole e incontrare altri nello stesso modo, l’arte di arrampicarsi su un albero o andare a giocare sulla casetta sull’albero ( che mi sono fatta costruire nel luogo dove lavoro) e tirare su, con la carrucola cigolante , chissà cosa… Ho sempre amato fare laboratori artistico-espressivi con i bambini. Aiutarli a far uscire la loro creazione e a rappresentarla degnamente ; non farli assistere alla mia ,di creazione. In questo modo qualsiasi sia l’età , la condizione in cui sono , il motivo per cui si fa , le cose a disposizione , non ci sono vincoli , tutto è adattabile a ciò che c’è, e tutto può avvenire .
Questa mia mostra non immaginavo di utilizzarla per fare questo. Invece grazie a voi della biblioteca comunale N. Mandela che mi state ospitando così “carinamente” e a Luigina Tranti che ha avuto l’idea di propormelo, sto in questa avventura insieme a una amica, Mariangela Pietraforte, artista artigiana della carta. Ed è stato molto bello ed emozionante per me vedere tutti questi bambini passare con curiosità e con molta serietà davanti a queste mie immagini e dire ciò che “vedevano” , e poi da lì partire , giocando con il corpo e con la mente, per una avventurosa creazione di una storia , e di tante storie. Con molti strambi personaggi un po’ animaleschi , un po’ no; un po’ magici e un po’ spaziali e…anche un po’ normali, che finiranno anche loro in mostra, appesi su carta cucita , insieme alle mie immagini . E penso sarà molto bello e divertente restituirgli le loro storie narrandole , a loro, che saranno il pubblico di loro stessi , come delle cantastorie. Trovo importante questo compimento , è chiudere un cerchio , è come aver creato un piccolo ciclo… naturale…

Emozione: prima della performance hai detto di essere emozionata, come ogni volta….

Tutto questo mi emoziona perché mi sento ogni volta “esposta” e “in mostra” insieme alle immagini e ai testi.. . ma in verità mi emoziono perché sento un potere in quello che sto portando in giro , nelle immagini e nelle storie narrate e cantate. Un potere non mio, ma delle storie in sé e delle emozioni che i testi e le immagini e i canti insieme portano con loro, e che forse aiutano le persone, come hanno aiutato me , a rimettersi in contatto con quella parte selvatica di loro stessi e del mondo, e quindi con la bellezza. Forse si potrebbe parlare qui di radici archetipiche?

Da qui nascono le foto abbinata alla scelta delle poesie?

Tutto questo mi emoziona perché mi sento ogni volta “esposta” e “in mostra” insieme alle
Questo tipo di foto sono nate dieci/quindici anni fa dal mio girovagare per boschi, anche dietro casa, davanti all’incantamento dei colori delle rocce , da quell’amore e senso di appartenenza e infinita gratitudine per la Natura e la sua bellezza, e la sua magia…
Quando sono stata spinta da vari amici e amiche a fare la mostra , e ho cominciato a scegliere le foto e attaccarle a un quaderno, ho avuto l’impulso di sapere “chi erano”queste figure che vedevo lì , che storia avevano ,e quindi di dare un nome a questi “esseri” che mi sembrava stessero facendo qualcosa… Li ho trovati così familiari e conosciuti…
Mi sono venuti in mente tanti personaggi “famosi” all’umanità , storici, mitici, magici e così via. E mi sono “echeggiate” all’orecchio le parole che tanti poeti e scrittori in ogni tempo hanno dedicato a questi personaggi e così li ho messi insieme, trovando il coraggio di mettere anche delle mie poesie. E’ stato molto bello cercare queste parole e veder come si sposavano così facilmente.

Prossimi appuntamenti?

La prossima esposizione sarà al Castello Savelli a Palombara Sabina , dove abito , il 2 aprile. In quel giorno ci sarà anche la presentazione del libro di Etain Addey “ La Giumenta Bianca “ che trovo in forte sintonia con questa mostra e con la sua inaugurazione che avverrà sempre , come qui, con “ La Cantastoria” – leggende e poesie narrate e cantate- , e a seguire il concerto integrale del coro Zenzerei di cui faccio anche io parte.

Elia Cevoli

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