Gomorra – la serie, la seconda stagione non sarà l’ultima.

Da un’idea di Roberto Saviano, con la supervisione artistica di Stefano Sollima e il coordinamento editoriale di Stefano Bises e Leonardo Fasoli torna su Sky Atlantic la serie più vista di sempre su Sky: Gomorra, con la seconda stagione. La serie debutterà dal 10 maggio, ogni martedì alle 21.10, con due episodi a sera, a 10 anni esatti dall’uscita in libreria del libro ‘Gomorra’.

Fortunato Cerlino-Pietro e Fabio De Caro-MalammoreVenduta ad oggi in oltre 130 paesi – con la lista in costante crescita – attesa ad agosto negli USA su Sundance TV, apprezzata dal pubblico e celebrata dalla critica nazionale e internazionale, ‘Gomorra – La serie’ – paragonata al neorealismo di Rossellini – debutterà contemporaneamente negli altri Paesi europei in cui opera Sky – Regno Unito, Irlanda, Germania e Austria – per una platea potenziale di oltre 21 milioni di famiglie abbonate.

Prodotta da Sky Atlantic, Cattleya e Fandango in associazione con Beta Film Gomorra – La serie mette in campo scrittura, produzione e recitazione ai massimi livelli qualitativi, con un cast di attori professionisti legati al territorio e provenienti per la quasi totalità dal teatro, fattori che hanno in breve tempo generato intorno a Gomorra – La serie un fandom solitamente riservato ai prodotti seriali cult americani. Già prima della messa in onda della prima stagione la serie ha destato l’interesse dei principali mercati televisivi internazionali e, mentre il pubblico attende con fermento i nuovi episodi, anche la seconda stagione ha già raggiunto numeri monstre di vendite all’estero. Nel frattempo, i produttori hanno annunciato che è in lavorazione la sceneggiatura della terza e della quarta serie e che le riprese cominceranno il prossimo autunno.

“All’inizio, quando parlavamo del progetto della serie Gomorra – ha dichiarato nel corso della conferenza stampa Andrea Scrosati, EVP Programming Sky – qualcuno diceva che una storia del genere non l’avrebbero vista neanche a Roma. Gomorra – La serie è stata venduta adoggi in oltre 130 paesi. Facendo un passo indietro, con Romanzo Criminale è come se avessimo fatto il liceo del rischio, Gomorra è stata l’università, adesso forse possiamo dire che siamo laureati. Non smetteremo di prendere rischi, perché è il contributo che Sky può dare al mercato. Continueremo a prenderci rischi sia creativi che produttivi, puntiamo in questa direzione anche nei prossimi anni”.

“Gomorra – La Serie è un grande successo riconosciuto a livello internazionale e noi di Sky siamo estremamente orgogliosi di poter presentare ora la seconda stagione – commenta Gary Davey, Managing Director Content per Sky UK e Sky Deutschland -. Il risultato è uno spettacolo raro che riesce a catturare una crudezza e un’autenticità come non si era mai visto”.

Tra i Paesi che hanno trasmesso la prima stagione, Gomorra ha segnato in Francia il miglior debutto per una serie europea su Canal+ dal 2012, totalizzando 950.000 spettatori medi e uno share del 3,5%.

Paragonata dalle più autorevoli testate straniere a cult americani come Breaking Bad, The Wire e I Soprano, Gomorra – La serie, proseguendo nella strada aperta dalle produzioni originali targate Sky come Romanzo Criminale – La serie, ha dimostrato che una nuova serialità è possibile e che in questo campo il “Made in Italy” può parlare molte lingue.

Alla lunga lista di articoli che ne celebrano la qualità, si aggiunge un altrettanto corposo elenco di riconoscimenti per la serie: premiata nel 2014 alla Mostra del Cinema di Venezia nelle Giornate degli Autori, al Roma Fiction Fest con 5 riconoscimenti tra cui “Miglior Prodotto Italiano”, “Best Programme” agli Eutelsat e Miglior Serie ai Mira Awards (il più prestigioso premio tedesco nel settore pay TV), due “Golden Nymphs Awards” al Festival della Tv di Montecarlo nel 2015, Gomorra – La serie è stata inoltre presentata al Festival di Toronto e i DVD della prima stagione sono tra i prodotti più venduti in assoluto, con numeri superiori a quelli registrati nel 2014 dalla serie evento Il Trono di Spade.

Realizzata in 32 settimane di riprese, con oltre 200 attori e più di 3.500 comparse e una troupe di oltre 600 persone, la seconda stagione della serie ha fatto tappa in Italia, tra Napoli, Roma e Trieste, in Germania e in Costa Rica, utilizzando più di 400 location, per una produzione televisiva  di livello cinematografico.

Alla regia della seconda stagione Stefano Sollima (Romanzo Criminale – La serie, ACAB, Suburra), a cui è affidata anche la supervisione artistica con Claudio Cupellini (Lezioni di cioccolato, Una vita tranquilla, Alaska), Francesca Comencini (Lo spazio bianco, Un giorno speciale), e la new entry Claudio Giovannesi (Alì ha gli occhi azzurri). Quattro registi a dirigere uno straordinario cast di attori, con esordienti che si mischiano ad attori professionisti: agli ormai acclamati protagonisti della serie Marco D’Amore, Fortunato Cerlino, Salvatore Esposito, Marco Palvetti si uniscono per la seconda stagione Cristina Donadio e Cristiana Dell’Anna. Il coordinamento editoriale è di Stefano Bises e Leonardo Fasoli, che firmano la sceneggiatura della seconda stagione con Ludovica Rampoldi e Maddalena Ravagli.

Nel cast sono presenti anche Fabio De Caro, Antonio Folletto, Carmine Monaco, Christian Giroso, Giovanni Buselli, Pina Turco, Lino Musella, Gianluca di Gennaro, Ivana Lotito, Luca Gallone, Denise Capezza, Alessandra Langella, Gianfranco Gallo e Vincenzo Pirozzi.

Gomorra seconda stagioneLa prima stagione si è conclusa con l’apertura di un grande vuoto di potere. Pietro che evade dal furgone penitenziario, i ragazzi di Genny Savastano caduti nell’imboscata di Conte e Ciro che spara a Genny: l’era del clan Savastano, che un tempo regnava incontrastato su Napoli Nord, sembra finita e tutte le forze in campo avranno finalmente la possibilità di dire la loro. A contendersi quello che una volta era il regno dei Savastano, sono in tanti. A partire da Ciro, “l’Immortale”, che da subito riprenderà a tramare nell’ombra, esplorando vecchie e nuove alleanze, con l’obiettivo di compiere il grande salto a cui ha sempre mirato. Un obiettivo che mai come ora sembra essere alla sua portata. Salvatore Conte, che nella prima stagione aveva proposto un’alleanza ai boss dei clan vicini ai Savastano, ora si aspetta una risposta. Un’alleanza in cui tutti dovrebbero avere lo stesso peso, ma su cui Conte, con la forza e il carisma che lo contraddistinguono, farà di tutto per imporre la sua egemonia. Ci sono Malamò e uno sparuto gruppo di “soldati” rimasti fedeli ai Savastano, che ora vivono asserragliati in un pugno di case, apparentemente condannati a morire soffocati dalla nuova alleanza, qualunque essa sia.

Aspettano Don Pietro, fedeli fino alla morte. E infine, in bilico tra la vita e la morte, c’è Genny, il figlio di Don Pietro, colui che è stato il reggente in assenza del padre e che ha visto crollare in pochi mesi un impero costruito in vent’anni di fatica. Conte, Pietro, Genny e Ciro. Quattro uomini e un reticolo di rapporti che mischiano insieme sangue, affetto, odio e vendetta. Accanto a questi uomini forti, spregiudicati e assetati di potere, faranno la loro comparsa due nuove, importanti presenze femminili: Scianel e Patrizia. La prima ha ereditato la piazza di spaccio dal fratello, è una donna ruvida, diffidente e senza scrupoli. La seconda, invece, è una ragazza cresciuta in fretta e con una grande forza d’animo, capace di diventare, quando serve, una vera leonessa. La certezza è una sola: il futuro apparterrà a chi sarà in grado di stringere l’alleanza più forte. O forse quella più inaspettata.

Come la prima, anche la seconda stagione di Gomorra – La serie si ispira a fatti realmente accaduti, restando nel solco della storia recente delle faide che hanno insanguinato il territorio di Scampia-Secondigliano. Nella prima stagione la serie prendeva spunto dalla scissione interna al clan dominante a Napoli Nord, nel territorio di Scampia-Secondigliano, e la faida che ne scaturì nel 2004 con la vittoria dei cosiddetti “Spagnoli” o “Scissionisti”.

“Nella nostra storia – hanno affermato Stefano Bises e Leonardo Fasoli – i vincitori di quella faida del 2004 prendono il potere mettendo fine al Regno dei Savastano. I vincitori sono Ciro Di Marzio, Salvatore Conte e gli eredi delle famiglie che hanno accettato di schierarsi contro i Savastano. I vincitori sono i cosiddetti “Scissionisti” e la seconda stagione racconta il loro dominio. Il dominio degli Scissionisti è, innanzitutto, la fine della monarchia assoluta dei Savastano e la creazione di una sorta di federazione di stati, alleati e con regole comuni e condivise ma sostanzialmente indipendenti, ognuno con un proprio capo, un proprio esercito e un proprio territorio all’interno dell’area di Scampia-Secondigliano. E così Ciro Di Marzio, “l’Immortale”, e gli eredi dei capi piazza dei Savastano che hanno contribuito ad abbattere Genny, alleati con Salvatore Conte, lo Spagnolo, da servi diventano principi, padroni dei loro quartieri e delle loro piazze di spaccio, trovandosi tra le mani un potere e una ricchezza sconosciuti e inebrianti”.

“Cambiano completamente i meccanismi di acquisto e spaccio della droga – hanno proseguito gli editor -, cambia il sistema di controllo del territorio, di governo e di decisione. Fatalmente, in assenza di un monarca assoluto, di una figura col privilegio dell’ultima decisiva parola, si moltiplicano gli interessi e le occasioni di tensione e di conflitto. È una trasformazione profonda che ha schiuso nuove, grandi possibilità narrative, che abbiamo cercato di affrontare con lo stesso realismo e fedeltà a quanto accaduto veramente che abbiamo applicato nella scrittura della prima stagione. Perché se da una parte ci sono i vincitori – gli Scissionisti – che costruiscono il loro nuovo mondo, dall’altra ci sono gli sconfitti e cioè l’ex monarca, Pietro Savastano, suo figlio Gennaro e i suoi amici, i ragazzi del Vico che quel mondo lo vogliono fare a pezzi. Saranno proprio i ragazzi del Vico ad avere un ruolo determinante nella nostra storia come lo hanno avuto nella storia reale, dove presero il nome, tristemente celebre, di “Girati”. La seconda stagione di Gomorra – La serie si ispira ad una nuova faida, quella dei Girati appunto, che nel 2012 infiammò e insanguinò nuovamente le strade e i vicoli di Napoli Nord”.

“Ha nutrito chiaramente la nostra immaginazione – hanno concluso Stefano Bises e Leonardo Fasoli – il materiale narrativo ereditato dalla prima stagione che poggia sulle relazioni e sulle motivazioni di quattro figure dominanti, ingombranti l’una per l’altra: Salvatore Conte e Ciro Di Marzio nel campo degli Scissionisti, Pietro Savastano e suo figlio Genny in quello dei sovrani cacciati. Ed è pertanto sullo sfondo del dominio degli Scissionisti, della parabola dei Girati e della Faida del 2012, che assistiamo alla lotta feroce per il potere che scaturisce tra i nostri personaggi”.

“Non credo che l’arte, in questo caso una serie, debba avere un obiettivo pedagogico, però ha la capacità antropologica di raccontare mondi e meccanismi. La scrittura della serie, – ha spiegato Roberto Saviano durante la conferenza stampa – è basata sull’osservazione e lo studio della realtà criminale, e questo racconto, secondo lo scrittore, ha una grande utilità”.

“Chi ha paura di raccontare queste storie – ha concluso Saviano – teme ingiustamente di dare un’immagine sporca o contraddittoria del Paese”. “Il rischio più grande che si sta correndo in queste ore è di tornare a 10 anni fa, quando qualcuno disse che avrebbe strozzato chi raccontava queste storie”.

 

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