Riccardo Scamarcio in fuga dalla Camorra.

Dal 12 maggio al cinema, l’unico film italiano in selezione ufficiale a Un certain regard del festival di Cannes 2016, Pericle il nero. Un film diretto da Stefano Mordini con protagonisti Riccardo Scamarcio e Marina Foïs e con Gigio Morra e Valentina Acca.

Pericle Scalzone, detto Il nero, di lavoro “fa il culo alla gente” per conto di Don Luigi, boss camorrista emigrato in Belgio. Durante una spedizione punitiva per conto del boss, Pericle commette un grave errore. Scatta così la sua condanna a morte e, in una rocambolesca fuga che lo porterà fino in Francia, Pericle incontra Anastasia, che lo accoglie senza giudicarlo e gli mostra la possibilità di una nuova esistenza. Ma Pericle non potrà sfuggire a un passato ingombrante e pieno di interrogativi.

Il film è tratto dall’omonimo libro di Giuseppe Ferrandino, oggi edito da Adelphi, apparso nel 1993 con Granata Press, ma gli unici che abbiano dato segno di essersene accorti sono stati i francesi, i quali due anni dopo lo hanno pubblicato nella celebre ‘Série noire’ di Gallimard.

“Il mio padrone è Luigino Pizza, che tutti lo chiamano così a causa delle pizzerie … Io mi chiamo Pericle Scalzone … Di mestiere faccio il culo alla gente”. Così comincia il romanzo ‘Pericle il Nero’ e anche il film dopo una scena cruda in cui una delle vittime del protagonista viene sodomizzata. Un impeccabile noir, girato come un buon film americano degli anni Quaranta, con un ritmo secco, un plot che non perde un colpo e personaggi che hanno uno spessore del tutto ignoto ai cliché imposti dal genere: Pericle, l’uomo-cane che diventa uomo e acquisisce consapevolezza di sé attraverso il rifiuto delle regole del suo mondo e l’incontro con una strana donna, Anastasia.

“Pericle è un reietto della società, ma ha una sua evoluzione precisa all’interno del film – ha raccontato Riccardo Scamarcio alla presentazione stampa -. Anche io mi considero un reietto della società in quanto personaggio pubblico e famoso, ma non devo ascoltare più le violazioni alla mia vita e alla mia persona”. L’attore è anche produttore del film con la casa di produzione Buena Onda (di Viola Prestieri e del duo, per ora solo artistico, Golino-Scamarcio) con Rai Cinema e i fratelli Dardenne che lo hanno coprodotto con Alain Attal.

“L’approccio alla storia – spiega il regista – è quello della solitudine e della miseria che ci sono in fondo alla criminalità. La solitudine è un po’ la mia ossessione. Un isolamento difficile da spezzare, come il caso di Pericle che, non appena trova una famiglia, deve fare i conti con quella di provenienza che lo vuole morto”.

“Il mio personaggio – ha continuato Scamarcio: ‘si sente in fondo un cretino. E alla fine crede davvero di esserlo, per poi scoprire che è una persona profonda, capace di amare”.

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