Pasolini “l’inglese”.

Pasolini - W. DafoeC’era tanta attesa alla 71esima edizione della mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia per la proiezione del film Pasolini di Abel Ferrara, con Willem Dafoe, Andrea Bosca, Riccardo Scamarcio, Ninetto Davoli e Valerio Mastandrea, che purtroppo però si è rivelato un deludente fiasco.

E’ vero che dalla durata della pellicola, soli 87 minuti c’era il sentore del “Buttiamolo lì e vediamo come va”, in genere Abel Ferrara realizza film più lunghi e sicuramente migliori, questo senza ombra di dubbio.

Diciamo che in questa pellicola a parte il titolo, non c’era Pasolini, non vi era nulla del grande scrittore, poeta e regista italiano che tutti noi conosciamo, forse solo la sequenza finale che riguarda la morte del poeta, rispecchia la realtà.

Pasolini di Abel Ferrara è privo di una trama logica, così come i dialoghi un po’ in inglese, un po’ in italiano non danno quella miscela di realtà che in teoria dovrebbero dare, inusuale, infatti, e direi quasi impossibile che il padrone di una trattoria a Roma, almeno all’epoca parlasse in inglese (aggiungerei molto stiracchiato da parte di alcuni interpreti); Pasolini era italiano e come tale doveva essere rappresentato, quindi perché deformare il vero per una pura finzione? A quel punto, sarebbe stato più giusto doppiare l’intera pellicola in lingua italiana e inserire i sottotitoli in inglese. Tutte scelte queste del regista che inficiano la riuscita del film e la sua possibilità di vittoria.

pasolini8Uniche note positive sono: la scelta di mettere in scena insieme ad una pseudo ricostruzione storica i progetti a cui Pasolini stava lavorando, come il romanzo Petrolio e la pellicola Porno-Teo-Kolossal, fiaba allegorica sul viaggio intrapreso da un uomo e un ragazzo, che si spingono verso Oriente guidati da una stella cometa avvistata nel cielo di Napoli. E la straordinaria bravura nell’interpretazione di Dafoe nei panni di Pasolini, quasi a volere dare corpo e anima nel riportare in vita negli 87 minuti del film uno degli scrittori più scandalosi, audaci e sorprendenti d’Italia.

Pasolini manca di quella magia che tutti noi ci aspettavamo di vedere e forse per la scarsità di tempo e la poca attenzione nella cura dei dettagli non è riuscita nell’intento di ammaliare il pubblico.

slider_pasolini_Fastidioso alla conferenza stampa tenutasi poco dopo il film è Ninetto Davoli, grande amico di Pasolini, che non è risultato simpatico alla stampa pur mettendocela tutta, soprattutto nel prendere la parola, anche quando non era interpellato, togliendo spazio alle domande dei giornalisti e alle risposte che un timido Ferrara voleva dare.

Ci chiediamo se Pier Paolo Pasolini ritroverebbe se stesso in questo film…molto probabilmente no!

Camilla Lombardozzi

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