Addio a Francesco Rosi.


Si è spento all’età di 92 anni il grande regista Francesco Rosi.

Nato a Napoli il 15 novembre 1922, è stato uno dei grandi del cinema italiano, sia come regista che come sceneggiatore. Tra i suoi numerosi premi e riconoscimenti, Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 1972 con “Il caso Mattei”, Leone d’Oro alla Mostra di Venezia nel 1963 con “Le mani sulla citta’” e nel 2012, con il premio alla carriera, Orso d’argento al Festival di Berlino nel 1962 per il miglior regista con “Salvatore Giuliano” e nel 2008 Orso d’Oro alla carriera, 10 David di Donatello ma anche Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana e Cavaliere della Legion d’Onore.

Leone d'oro alla carriera per Francesco Rosi - Festival di VenezFrancesco Rosi era combattivo, vitale, rabbioso e generoso come i suoi film, fino all’ultimo. Appena pochi mesi fa era al Cinema America di Roma, occupato da un pugno di ragazzi appassionati di cinema, per parlare con loro di film, di vita, di politica.

Nel libro scritto a quattro mani con Tornatore ‘Io lo chiamo Cinematografo’ (Mondadori 2012) scriveva “sono stanco; il mestiere del regista richiede grande energia fisica e non so se l’avrei più. So invece che in quest’Italia è difficile fare cinema e che la realtà si degrada così in fretta che il suo passo è troppo più frettoloso di quello del cinema. Rischierei di raccontare un paese che già non c’è più”.

Anche in occasione dell’ultimo premio veneziano ha affermato “fare cinema – ha detto – significa contrarre un impegno morale con la propria coscienza e con lo spettatore. Gli si deve l’onestà di una ricerca della verità senza compromessi. Più ci si addentra nel reale e più si ha coscienza che la certezza del vero e del giusto non esiste. Ma quel che conta è la nitidezza della ricerca”. Difficile negare che in film come Le mani sulla citta’, Salvatore Giuliano, Il caso Mattei, Uomini contro, Lucky Luciano, fino ai profetici Cadaveri eccellenti e Dimenticare Palermo, l’aspirazione etica sia andata di pari passo con un’arte cristallina.

francesco-rosi1Fu Luchino Visconti, incontrato a Roma subito dopo la guerra, a scovare la sua piena vocazione al cinema. Rosi sarà assistente di Visconti per La terra trema (1948), sceneggiatore di Bellissima (1951), collaboratore in Senso (1953). Tre anni dopo dirige il suo primo film, La sfida.

Nasce con lui una nuova nozione di realismo che si confronta anche con lo stile del miglior cinema americano: una scuola che Rosi non ha mai negato, tanto da non farsi scrupolo di averne i grandi interpreti come Rod Steiger, quando altrove ricorreva a non professionisti o al suo attore-feticcio Gian Maria Volontè. E non a caso chi parla di una scuola italiana del noir, accosta il nome di Rosi (e di Sciascia) al percorso del noir americano d’impronta sociale.

Il regista sarà ricordato in una cerimonia civile lunedì mattina, 12 gennaio, a partire dalle 9, alla Casa del cinema di Roma. Alle 12 lo ricorderanno i suoi amici più cari.

Sky Cinema rende omaggio al grande maestro del cinema appena scomparso Francesco Rosi,  uno degli autori più importanti del dopoguerra distintosi da sempre per il coraggio della denuncia attraverso i suoi film. La speciale programmazione  dedicata al regista  e sceneggiatore andrà in onda il 10 e l’11 gennaio su Sky Cinema Classics HD.

Il 10 gennaio dalle 21 andranno in onda IL CASO MATTEI, dedicato alla figura di Enrico Mattei, presidente dell’ENI, ucciso in un attentato aereo il 27 ottobre 1962, seguito alle 23 da SALVATORE GIULIANO, il film-inchiesta sui fatti che hanno condotto alla morte del bandito siciliano Salvatore Giuliano.

Speciale maratona domenica dalle ore 13.30 su Sky Cinema CLassics con:  IL CASO MATTEI, SALVATORE GIULIANO, LA SFIDA –  il  secondo lungometraggio di Francesco Rosi, il primo da solista –  e C’ERA UNA VOLTA, commedia del 1967.

Anche il Bif&st-Bari International Film Festival (21-28 marzo 2015) presieduto da Ettore Scola e diretto da Felice Laudadio, ha già annunciato una serie di iniziative volte a celebrare e a ricordare il lavoro e l’impegno di Francesco Rosi. In collaborazione con la Cineteca di Bologna e le Teche RAI – riferisce una nota – sara’ organizzata una vasta retrospettiva delle sue opere che include anche i due film recentemente restaurati dalla Cineteca di Bologna: “Salvatore Giuliano” e “Le mani sulla citta’”.

Nel 2010 Rosi aveva ricevuto al Bif&st dalle mani di Scola il Premio Federico Fellini per l’eccellenza artistica ma è stato protagonista anche dell’edizione 2014, grazie alla sua lunga collaborazione con Gian Maria Volontè cui il festival ha dedicato la retrospettiva più completa mai realizzata. “In quella occasione – sottolinea Felice Laudadio – Rosi ha rilasciato al Festival una delle sue ultime interviste, diventata una appassionata testimonianza nel documentario unico ‘Rosi racconta Volontè’ che sarà riproposto anche nella prossima edizione del festival insieme ad una serie di materiali inediti”.

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