Essere Gigione… il re delle feste

Stavolta non m’ha mandato il direttore… sono andato io, di iniziativa mia… con aspettative bassissime, perché Gigione in verità l’ho sempre sottovalutato, ma dovevo prova’ a capì , la domanda che il Vestoso o meglio le domande che il Vestoso s’è fatto ce le siamo fatti un po’ tutti in Campania all’inizio e poi, forse, in tutta Italia e nel Mondo, quando il fenomeno Gigione s’è diffuso perché cacchio se s’è diffuso: si parla persino di una decina di tournee americane (state pensando ma daaaai, no ho controllato, è vero) manco Vasco Rossi, cacchio.

gigioneC’è da dire che io sono irpino, nato ad Avellino e lì ho vissuto la mia adolescenza già atteggiandomi e non poco ad intellettuale, forte dei miei studi classici, appassionato di filosofia mi sentivo allora un poco Seneca un poco De Crescenzo e figuratevi cosa potevo pensare di Gigione che alternava hit international gigionesche come ‘t’hasimagnat la banana’, Acampagnaola’, ‘acarcioffola’, ‘te piace o biscotto’ con canzoni clerico-papaboys-azionicattoliche-bigottesche come ‘padre Pio’, ‘la madonna di Pompei’, ‘santa Rita una di noi’ ecc…, puah! Se mi consentite l’espressione da fumetto, nemmeno un vero cantante lo consideravo, perché consideravo me troppo intelligente ed acculturato e il suo pubblico ignorante e cafone.  Guardate il video e capirete cosa voglio dire:

20 anni circa dopo me lo ritrovo davanti al Cinema Apollo11 di Roma, passa come una grande star pure con una simil scorta stringendo mani e sorridendo a palla ed è uguale a quando era su Tele A: ha qualcosa di Berlusconi ma senza aiuti “gommosi” ma anche qualcosa di Morandi un’energia giovane non so spiegarla bene. (Vestoso si!)

Dopo qualche secondo di stupore perplesso, faccio per entrare, ma vengo bloccato da una signorina bionda che mi chiede se ho prenotato… alla mia risposta negativa mi mette in lista d’attesa… nuovo mio stupore perplesso stavolta con aggiunta di sguardo perso nel vuoto, mentre realizzo : CAZZO SONO in lista d’attesa per Gigione, nooo mo me ne vado.

Poi, però mi dico non sei qui per Gigione, sei qui per Valerio Vestoso un regista che s’è fatto sicuramente le tue stesse domande e, a differenza tua, che ti sei atteggiato per anni ad intellettuale di questa minkia ha voluto pure le risposte; quindi non vado via e meno male!!!

So entrato fra gli ultimi, cinema pieno, e dopo 71 minuti seduto in prima fila (sentendomi anche un po’ sfigatello ) ipnotizzato dal POP allo stato puro e da un montaggio sapiente (mi immagino il mazzo che s’è fatto ) ho avuto tutte le risposte a quelle domande che da anni mi frullavano nella capoccia e aggiungo che a Gigione bisognerebbe dare una laurea ad honorem in marketing e comunicazione.

Essere-GigioneNon entro nel merito del documentario se non descrivendo il punto di vista di Valerio Vestoso un punto di vista da vero documentarista super partes, sincero da leale osservatore; poteva ironizzare, rendere il tutto grottesco e comico sarebbe stata la via più semplice forse, ma non lo fa, osserva, sono sicuro fra uno stupore perplesso con sguardo perso nel vuoto e l’altro, e con grande chiarezza risponde alle domande di tutti quelli che come me si sono sempre chiesti ma sto Gigione com’è che ha tutto sto successo.

Aggiungo che dopo il cinema e la chiacchiera con il regista, l’artista, da oggi lo chiamo così con convinzione, si è esibito ed io mi sono trovato a saltellare e ballare cantando le sue canzoni che non sapevo nemmeno di conoscere ipnotizzato dalla gigionesca energia, accanto ad un ragazzo che veniva per vederlo da Mosca (giuro ho voluto vedere il documento) e un’altra ragazza da Berlino.

In conclusione sto documentario va visto, soprattutto da quelli che come me si sono fatti un sacco di domande senza cercare mai le risposte su un personaggio che a 71 anni ancora si esibisce quasi tutti i giorni e citando Seneca di cui oggi mi rendo conto che da adolescente non avevo poi capito molto … il semplice è difficile… e qui siamo alla semplicità elevata alla perfezione.

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