Mirafiori lunapark, il boom economico è lontano.

Uscirà nelle sale cinematografiche il 27 agosto dopo essere stato presentato al 32esimo Torino Film Festival, ‘Mirafiori Lunapark’ il film d’esordio di Stefano Di Polito, prodotto da Mimmo Calopresti ed Eileen Tasca, che vede protagonisti Alessandro Haber, Antonio Catania e Giorgio Colangeli.

mirafioriA Mirafiori, sede storica dei primi stabilimenti della Fiat e simbolo delle lotte operaie degli anni Settanta, è tempo di riqualificazione: una vecchia fabbrica abbandonata sta per essere abbattuta per fare spazio al vicino campo da golf. Ma Carlo, Franco e Delfino, che nel capannone hanno speso buona parte della loro vita, non sono disposti a uscire di scena senza fare un ultimo tentativo per ripopolare il quartiere e riavvicinare figli e nipoti.

“Mirafiori Lunapark – afferma il regista al suo primo lungometraggio – è stato possibile quando accanto al mio desiderio di omaggiare la generazione di operai della Fiat Mirafiori, rimasti in pochi e ormai in pensione, si è unito Mimmo Calopresti e con lui la produttrice Eileen Tasca e tre grandi attori come Alessandro Haber, Antonio Catania e Giorgio Colangeli che hanno scelto di sostenere questo progetto intimo e sentimentale, fondato su ricordi autobiografici. Il film è stato così di ognuno di noi e lentamente è diventato più grande e più urgente. Sin dall’inizio però la lunga e faticosa rincorsa per renderlo possibile è stata alimentata da un desiderio più grande e più giusto della mia realizzazione personale: volevo ricordare un’epoca di lotte e coraggio e ringraziare per l’insegnamento chi attraverso il lavoro e la fatica ci ha garantito un futuro felice. Ora viviamo in un periodo di forte crisi e mi auguro che a sostenere il messaggio del film si uniscano anche gli spettatori per fare in modo che diventi per ognuno di noi un omaggio al proprio universo in pericolo e un tentativo di custodirne i valori”.

mirafiori regia“Durante i sopralluoghi – continua Stefano Di Polito – cercavamo una fabbrica che avesse ancora la catena di montaggio per poter allestire facilmente un lunapark. Abbiamo trovato solo fabbriche vuote, prive di ogni macchinario produttivo, persino quelle ancora presidiate da operai in sciopero. Allora è stata chiara la funzione del nostro lunapark. Riempire uno spazio fisico per colmare un vuoto emotivo. Accanto alla rimozione delle catene di montaggio, si è verificata una rimozione generale del “tema operaio” sparito lentamente dall’agenda dei media e dal dibattito culturale. Il film non intende suggerire una nuova ricetta economica ma vuole soffermarsi sul dovere di raccogliere l’eredità immateriale delle fabbriche. Mirafiori è il luogo del più grande stabilimento industriale italiano, dell’immigrazione dal Sud, dei sogni di riscatto realizzati attraverso il boom economico, della migliore istruzione possibile per i figli, dell’emancipazione, degli scontri  politici e dei diritti conquistati. Le fabbriche sono la memoria di un’epoca. Prima di cancellare i segni del passato abbiamo bisogno di assicurarci un futuro meno vuoto e di ricostruire un rapporto più intimo, sincero e sentimentale con ciò che siamo stati”.

mirafiori 1“L’arte – conclude il regista – deve tornare a riempire le fabbriche per rievocare con emozione e partecipazione quei valori che hanno reso grande la storia del nostro paese e permesso di realizzare i sogni della maggioranza delle famiglie italiane. Esempi ed insegnamenti da cui ripartire con forza e senso del domani”.

Nel film anche la voce di Don Luigi Ciotti e di Johnny Palomba (lo speaker radiofonico).

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